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Biomasse

Per biomassa si intende ogni materiale di origine animale o vegetale; ne consegue che gli impianti a biomasse sono quelli che utilizzano tali prodotti per produrre energia termica ed elettrica ( cogenerazione ). L’energia da biomasse, partendo da prodotti vegetali appositamente coltivati o derivanti da scarti di produzioni agricole o da combustibili di origine vegetale come biogas, biodiesel e bioetanolo, ha il vantaggio di essere ad impatto ambientale nullo.

Infatti, è legittimo ipotizzare che le la quantità di anidride carbonica immessa nell’atmosfera durante il processo di combustione con impiego di biomasse finalizzato ala produzione di energia elettrica sia pari a quella che i vegetali assorbono dall’ambiente per produrre la stessa quantità di biomassa durante i normali processi vegetali di accrescimento.

Ovviamente perché il bilancio locale delle emissioni di anidride carbonica non si squilibri è necessario che il combustibile provenga da zone limitrofe 10\20 chilometri, rispetto alla zona in cui viene localizzato l’impianto. A favore degli impianti a biomassa con capacità produttiva fino ad 1 MW è previsto come sistema incentivante quello dei certificati verdi per 15 anni o in alternativa una tariffa incentivante per lo stesso periodo del tipo di quella prevista per il fotovoltaico; oltre 1 MW sono previsti solo i certificati verdi.

I certificati verdi sono titoli che attestano la produzione di energia partendo fonti rinnovabili che devono obbligatoriamente essere acquistati da produttori ed importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili. I certificati verdi in Italia sono rilasciati dal GSE ( Gestore Servizi Elettrici ) e sono scambiabili sul mercato elettrico.

Il loro valore negli ultimi anni è stato sempre in crescita. Altri incentivi economici sono rappresentati dall’IVA al 10 % e dalla detrazione IRPEF per un valore pari al 36 % dell’impianto, da distribuire in 10 anni.